Mauro Vettore

Mauro Vettore • Artista

Il percorso artistico di Mauro Vettore si inserisce nell’ormai storica tradizione della “poetica dell’oggetto e del recupero”, sulla scorta delle esperienze che da Picasso arrivano ai Nouveaux Realistes, passando per le esperienze dada, concettuali, new dada, sino a quelle di matrice Pop.  In questo contesto l’arte spazza via i confini tradizionali tra artistico e non-artistico, tra estetico ed extraestetico. La pratica artistica si insinua nell’ambito della ricerca concettuale, la quale poi si concretizza in precise scelte procedurali, mai però secondarie rispetto all’idea. L’artista si pone il compito di condurre il pubblico verso la scoperta di un senso ulteriore delle cose, esprimendo l’avvincente potenza del plasmare ex novo e l’inaspettata e sorprendente potenza dell’oggetto banale.

Vettore cerca di appropriarsi di svariati oggetti, per lo più di riciclo, per dar vita ad opere in cui i medesimi assurgono a nuove accezioni semantiche. Il loro valore deriva dall’atto fondante di chi crea, il quale attribuisce a ciò che  ormai è stato scartato - poiché non più fruibile per il fine per cui è stato creato - un nuovo percorso di senso ed una inattesa valenza estetica. Mauro preleva quanto dovrebbe essere relegato al nulla dell’oblio dalla zona d’ombra a cui sovente la nostra società destina quello che è  che è già stato “consumato”, secondo quell’attitudine utilitaristica che da decenni la caratterizza. Lo fa rinascere a nuova vita, attraverso un processo di accostamento, accumulazione e composizione. Vettore si è servito negli anni per lo più di scarti di legno (ulivo e traversine dei binari ferroviari), di materiali ferrosi arrugginiti e consunti dal tempo, (come i più recenti bulloni), di lampadine, inglobate ed assemblate in colature di resina, per creare sculture ed opere che rappresentano  il simbolo di un’attitudine ideativa in grado di immettere suggestione anche negli oggetti più ordinari, usuali. Fondamentale è  la riflessione che compie sul mondo, sul proprio tempo. Le sue realizzazioni assumono una  ricca valenza simbolica, laddove raccontano il desiderio di uno spirito che non si abbandona passivamente alle storture dell’esistenza e dell’oggi, ma desidera raccontarle, rappresentarle secondo un proprio linguaggio, quasi cifrato. Il sentimento del tragico è sovente l’ emozione vibrante di ogni vera opera. Così come la vita è sempre in relazione con la morte, con la circolarità degli opposti. Vettore, mediante la propria arte, racconta però una duplice possibilità. I suoi assemblaggi ci invitano a non chiudere gli occhi di fronte alla drammaticità di talune realtà, della fragilità dell’umano e del non-senso dell’esistere. Ma consegnano altresì  il messaggio dell’importanza di mantenere uno sguardo ironico nei confronti del mondo, insegnandoci a giocare anche con quanto sembra definitivamente destinato al nulla. Per sopravvivere al nichilismo, ha  caratterizzato il proprio linguaggio cercando di far affiorare oggetti che raccontano il mondo e la vita quotidiana attraverso una fantastica invenzione, capace di vincere l’ inquietudine attraverso il divertissement. Non cercando una fuga dal reale, ma offrendo prospettive inconsuete riguardo a quanto ci circonda.

 

 

CRISTINA PALMIERI • SETTEMBRE 2017