Giovanni Baratto

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Quando il famoso archeologo Schulman iniziò a trascrivere il Canone Greco e poi via via quello dell'architettura Romana, si impose un canone di precisione. Questo è Mauro.

Quando progetta è assolutament erigoroso sulle musire, sul materiale, sui componenti e sulle resine chimiche utilizzate nelle sue opere scultoree.

Non un chiodo, un amo, è sfuggito al suo rigore matematico. Le composizioni che ne scaturiscono sono matematiche, vibranti. In più Mauro ha un'esigenza sociale latente. Deve inserire un qualcosa in più che connota la sua opera anche come un grido di protesta verso le ingiustizie e le catastrofi. Gruppi in contrapposizione ad altri e che si preoccupano di certe sfumature nel lottare. Piacevolissime e intense sono le sue opere. Costruite pian piano da architetto della fabbrica del pensare. Il colore nelle sue opere è legato al materiale che rispecchia fortemente un motivo sociale dell'esistere; così è, e non in un altro modo. Se vengono usati colori pittorici essi rappresentano sempre uno stato d'animo universale. Che non può essere che quello senza fraintendimenti sibillini.Sculture, architetto, genuino e puro con un gran pregio: il rispetto espremo per l'opera che va a realizzare ed in grande amore per coloro che dovranno fruirne. Doti rare. nate con il suo essere artistica di vita.

Questo è quello che penso realmente di questo artista e delle sue opere, dal profondo delle molteplici mie conoscenze umane.

Le sue opere nascono nel suo pensiere come un turbine ma prima di divenire tali hanno una sana ed avveduta gestazione. Quando sono realizzate sono realmente ultimate. Tutto è stato scannerizzato dalla sua attenta mente di architetto-scultore. In certi momenti quando parliamo di come è stata realizzata un'opera mi viene in mente Ettore Sottsass ed i f.lli Castiglioni, analitici designer, maghi della progettazione. Gli stessi approcci, le stesse verifiche su verifiche, in fase progettuale e poi in laboratorio. E' un piacere vederlo, parlare dei suoi lavori. Li racconta talmente bene perché li ha vissuti profondamente dal vivo. Espone a memoria poiché vi è stato dentro dall'inizio alla fine.

Giovanni Baratto

15 gennaio 2010, Cadrezzate